Fondo per il merito e liberalizzazione delle tasse universitarie, operazione ideologica vergognosa

Comunicato stampa di Domenico Pantaleo, Segretario generale della Federazione Lavoratori della Conoscenza CGIL.

26/05/2011


Diciamo la verità, non si  sentiva proprio il bisogno di un'ennesima trovata fintamente esterofila che dovrebbe, come una panacea, risolvere i problemi strutturali dell'università italiana attraverso un meccanismo “tecnico”. In realtà l'interrogazione parlamentare sul fondo per il merito e sulla liberalizzazione delle tasse universitarie presentata al senato appare come unaoperazione ideologica vergognosa. Il testo sottende l'idea che il costo dell'istruzione debba gravare  fondamentalmente sui singoli perfettamente in linea con la legge 240 e le politiche del governo Berlusconi.
Ancor più preoccupa la direzione di una convergenza tra alcuni parlamentari del  PD, il principale partito dell'opposizione e le forze più critiche dell'attuale maggioranza su un punto così sensibile: l'accettazione  della legge 240 e la rinuncia a mettere in campo una coerente battaglia per cambiare le scelte devastanti del Governo.  Partiamo da un presupposto: l'università inglese, soprattutto nelle sue punte di eccellenza, non raggiunge i buoni risultati evocati nell'interrogazione parlamentare grazie alle tasse studentesche liberalizzate ma ad un sistema complessivo efficace e bilanciato, con un delicato equilibrio di pesi e contrappesi e di rapporti precisi tra didattica e ricerca.
Ma, soprattutto, non è vero che i nostri atenei sono di pessima qualità. Questa è una vulgata che serve a delegittimare il sistema per ridurre le risorse pubbliche.
La conoscenza è una risorsa strategica nazionale, sia in termini di qualità che di quantità e diffusione ed è l'unico investimento che permetterà ai singoli stati di superare la crisi mondiale, come hanno perfettamente compreso Stati Uniti e Germania.
Rilegittimare l'investimento pubblico sull'università è il presupposto per cambiare il modello economico, sociale e ambientale quale condizione per garantire una migliore crescita del Paese.
Il primo problema, in questo momento, dell'università italiana è la mancanza di risorse: pensare di risolverlo affidandosi alle famiglie è l'allarmante segno della miopia della classe politica al governo e, purtroppo, di chi alcuni tra coloro che si propongono come migliore alternativa. Non permetteremo che si metta in discussione il diritto Costituzionale allo studio










                                                    







8 marzo:La Forza delle donne non finisce mai...Se non ora quando?

"La forza delle donne non finisce mai"

Ti invito per la Giornata della donna, l'8 marzo alle ore 18, presso il Centro Servizi Culturali in Via Diaz, all'incontro per un dibattito libero e spontaneo.
Per il comitato "Se non ora quando?"
Il CUI accetta l'invito e aderisce convintamente alla iniziativa.

Presidente
Mario D'Asta

ADERIAMOA ALL'INIZIATIVA:13 febbraio:manifestazione nazionale in difesa del ruolo della donna e dei valori di indipendenza ed autonomia della magistra

“NON MI SENTO NESSUNA ETA’ [….] SE DOVESSI SENTIRE UN’ETA’ QUALUNQUE , QUESTA SAREBBE SEMMAI L’INFANZIA E L’ETERNITA’.”



MARGUERITE YOURCENAR . “AD OCCHI APERTI”


"SE NON ORA QUANDO?"


Il 13 febbraio in occasione della manifestazione nazionale in difesa del ruolo della donna e dei valori di indipendenza ed autonomia della magistratura, cardini della nostra Costituzione,

ci uniremo virtualmente e fisicamente alla manifestazione di natura nazionale.


Alle ore 16.00 saremo davanti alla Prefettura di Ragusa, simbolo di luogo istituzionale, senza sigle né simboli di appartenenza partitica, ma sotto un’unica grande bandiera , al grido di


“SE NON ORA QUANDO?”


Tutta la città sentirà la nostra voce.



Nel rispetto della DONNA in quanto: MADRE, FIGLIA, SORELLA, MOGLIE E COMPAGNA...

Per tutte quelle persone (uomini e donne, giovani e meno giovani) che non si riconoscono nel modello di donna incarnato dall’ancora “nostro”, Presidente del Consiglio.


TI ASPETTIAMO!


Se condividi,se possibile FAI GIRARE QUESTA EMAIL.




Grazie

Mario D'Asta

Diritto allo Studio - Contributo Straordinario per Condizioni Economiche Disagiate -

Scadenza: 21 Gennaio!
Care Studentesse, Cari Studenti collegh*,
Compatibilmente con i vincoli di bilancio viene istituito un fondo di Euro 80.000,00 destinato a sostegno di studenti, in condizioni di dichiarato "stato di bisogno", per affrontare le spese universitarie; in particolare per il pagamento delle tasse e dei contributi dovuti per l'immatricolazione o l'iscrizione.

Link Modulo Domanda:
http://www.facebook.com/l/8185a0FxtBqSTpcCfZ8hO2dWo_w;www.unict.it/Public/Uploads/article/DOMANDA%20CONTRIBUTO%20STRAORDINARIO.pdf

Le domande redatte su apposito modulo, indirizzate al Rettore, dovranno essere presentate presso l'Ufficio Diritto allo Studio, via Landolina 51 - Catana entro e non oltre il 21.01.2011.

Orizzonte Scuola:Graduatorie ad esaurimento: attenzione alle false notizie

red - Nel giro di pochi giorni si sono avvicendate una serie di notizie sulle graduatorie ad esaurimento che hanno creato confusione non solo nei docenti che non seguono giornalmente le vicende normative della scuola, ma spesso anche fra gli addetti ai lavori.

La prima notizia è stata quella che annunciava la proroga delle attuali graduatorie ad esaurimento per l'a.s. 2011/12 (quindi niente aggiornamenti di punteggi nè cambio di provincia).

Nonostante la formulazione del testo fosse chiara, sono state diffuse notizie secondo cui la proroga riguardasse non uno, ma due anni scolastici, creando confusione.

Adesso la norma scompare dalla versione del decreto milleproroghe pubblicato in G.U. il 29 dicembre 2010, e dunque secondo l'attuale normativa le graduatorie ad esaurimento potranno essere aggiornate nella primavera del 2011 per il biennio scolastico 2011 - 2013.

Ancora una volta però vengono diffuse notizie non veritiere, come quella indicata dall'agenzia APCOM, ripresa anche da un sindacato nazionale: "In linea con quanto previsto dall'ultimo regolamento dal ministero dell'Istruzione, nel prossimo mese di marzo i docenti precari saranno così chiamati ad inserire i nuovi titoli acquisiti negli ultimi due anni: l'incremento, che a differenza di quello del 2009 dovrebbe permettere la scelta di due ulteriori province aggiuntive, mantenendo lo stesso punteggio di partenza (favorendo la cosiddetta collocazione a 'pettine'), sarà utile sia ai fini delle supplenze sia delle eventuali immissioni in ruolo da attuare in vista del prossimo biennio scolastico."

Nel lancio d'agenzia si afferma cioè che nel prossimo aggiornamento si potrà essere presenti, con inserimento a pettine, in ben 3 province d'Italia. Notizia questa che non trova riscontro in alcuna normativa, dal momento che la legge esistente, la 167/09, dispone per l'aggiornamento delle graduatorie per il 2011 - 2013, la possibilità sì di cambiare provincia, ma solo per sceglierne un'altra (una), con conseguente cancellazione da quella di partenza. A scanso di equivoci vi riportiamo il testo della legge:

"Il decreto con il quale il Ministro dell'Istruzione, dell'università e della ricerca dispone l'integrazione e l'aggiornamento delle predette graduatorie per il biennio scolastico 2011 - 12 e 2012 - 2013, in ottemperanza a quanto previsto dall'art. 1 comma 4 del citato decreto legge n. 97 del 2004, convertito con modificazioni, dalla legge n. 143 del 2004, è improntato al principio del riconoscimento del diritto di ciascun candidato al trasferimento dalla provincia prescelta in occasione dell'integrazione e dell'aggiornamento per il biennio scolastico 2007 2008 e 2008 2009 ad un'altra provincia di sua scelta, con il riconoscimento del punteggio e della conseguente posizione nella graduatoria"

9 gennaio: spremiamo la mafia!

Spremiamo la Mafia!!

Il Circolo Universitario Ibleo, aderendo ormai da tempo con convinzione a Libera - Coordinamento Provinciale di Ragusa, ti invita ad aderire e quindi a partecipare, domenica giorno 9 gennaio, ad una iniziativa che noi abbiamo ritenuto di grande rilevanza culturale e sociale,ma anche di grande fattività effettiva ed efficace.
Domenica 9 Gennaio 2011, Libera - Coordinamento Provinciale di Ragusa propone un'esperienza di "turismo responsabile" in una realtà di impegno antimafioso.
Si andrà presso i terreni confiscati di Belpasso e Lentini assegnati oggi alla Cooperativa Libera-Terra dedicata a Beppe Montana, il dirigente della "Catturandi" di Palermo ucciso da Cosa Nostra il 28 Luglio 1985. La Cooperativa "Beppe Montana" ha in gestione i terreni agrico...li confiscati ai clan mafiosi Riela e Nardo.
La giornata vivrà di più momenti: il primo, durante il mattino, sarà l'occasione per visitare i terreni attraverso l'aiuto ai soci delle cooperative nei lavori di raccolta delle arance e di manutenzione del terreno; dopo il pranzo a sacco ci si sposterà in un grande casolare a Belpasso dove avverrà un confronto e una riflessione comune con i soci della cooperativa che oggi lavorano per il riscatto sociale ed economico dei territori stanchi di essere dominio di mafia.
Infine nel tardo pomeriggio si vivrà un momento di fraternità in cui cucineremo e ceneremo insieme.


Sarà una giornata di aiuto concreto, sarà una giornata di consapevolezza, in cui potremo contribuire attivamente a un progetto antimafia, conosceremo una realtà molto vicina geograficamente alla nostra realtà iblea e saremo parte attiva, anche solo per un giorno, dell'antimafia dei fatti!!
QUOTA DI PARTECIPAZIONE: 10 €

PARTENZE DA:
-SCICLI: ORE 6.30
-MODICA: ORE 7:00 DA PIAZZALE BRUNO
-RAGUSA: ORE 7:15
-COFFA: ORE 7:30

Rientro, partenza dopo cena


ps:Risulta necessario portarsi guanti da lavoro, scarpe di ricambio e possibilmente un paio di forbici per potare!

x info:chiedi tramite mario-dasta@hotmail.it!

Libera-
Coordinamento Provinciale di Ragusa


Pres.
Circolo
Universitario
Ibleo
Mario D'Asta

2-3-4 Gennaio 2011, PALAZZOLO ACREIDE (Sr) Premio Giovani "Giuseppe Fava". Giuseppe Fava, per gli amici Pippo, ucciso a Catania dalla mafia nel 1985, è stato scrittore, artista e giornalista direttore del mensile "I Siciliani", straordinaria stagione di giornalismo di impegno civile e antimafioso. Nella città natale di Pippo Fava, Palazzolo Acreide, al termine della tre giorni di conferenze, documentari, dibattiti, sarà conferito il Premio Giovani "Giuseppe Fava". Come Libera coord. Ragusa daremo una mano al Coordinamento e alla Fondazione Fava, promotori dell'evento. A breve il programma dove troveremo un'intera giornata dedicata a Libera. Libera Siracusa, infatti, co-promuove l'iniziativa. 

  • 5 Gennaio 2011 CATANIA, commemorazione alla lapide di Giuseppe Fava in via G.Fava (di fronte al Teatro Stabile). Conferimento nel pomeriggio del Premio Fava nazionale dedicato al giornalista ucciso da Cosa Nostra. Sempre in serata incontro, nel nome di Pippo Fava, con il giornalismo di base di Catania. Ci organizzeremo per una rappresentanza di Libera coord. provinciale di Ragusa. A breve volantino con il programma.

  • 9 Gennaio 2011importante iniziativa alla cooperativa LiberaTerra "Beppe Montana". Vogliamo ripetere la straordinario viaggio fatto esattamente un anno fa a Corleone. Questa volta giochiamo maggiormente "in casa", nel versante orientale della Sicilia: nei territori di Belpasso (Ct) e di Lentini (Sr) dove daremo una mano concreta alla cooperativa nel lavoro degli agrumeti confiscati alle cosche mafiose. Sarà una giornata di lavoro manuale e di formazione, con la testimonianza diretta dei soci della cooperativa B. Montana, all'antimafia sociale nel pieno spirito di Libera. Portare, come ricorderemo ulteriormente, scarpe di ricambio. Per tutte le informazioni rivolgersi a Sergio Failla: faillasergio@libero.it e cell. 3935103529  oppure  ragusa@libera.it.

LIBERA C’È: ANCHE IN PROVINCIA DI RAGUSA!

Nella nostra provincia “Libera - Associazioni, Nomi e Numeri contro le mafie” ha mosso i suoi primi passi circa due anni fa. Ha visto nascere presìdi a Vittoria, Modica, Scicli..
Sta facendo strada, Libera: oggi la ritroviamo “cresciuta”, pronta per l’ufficializzazione del Coordinamento Provinciale; le porte spalancate sul presente e un occhio al futuro..
In Italia Libera viene fondata il 25 Marzo 1995 da Don Luigi Ciotti. L’intento è quello di sollecitare la società civile nella lotta alle mafie e di promuovere la giustizia e la legalità. Libera è un coordinamento di singoli e di associazioni che operano sinergicamente per mettere in atto una lotta non violenta contro il dominio mafioso del territorio e per elaborare strategie di resistenza alle infiltrazioni mafiose.
Libera non è una sigla. E paradossalmente non è neanche un’associazione: Libera vive di differenze! Sono infatti le singole associazioni a rappresentare il volto dell’antimafia nel territorio. Il compito di Libera è quello di creare virtuosismo tra le associazioni, senza che esse vengano snaturate, e di dare cittadinanza ai singoli nell’opera di lotta alla mafia.
Testimoniare che le diversità non fanno paura e già in sé profondamente antimafioso!
Libera è anche promozione di iniziative culturali e di approfondimento sul fenomeno mafioso e sulle strategie di risposta ad esso. Libera è passione, è idea, ma è anche concretezza: “Legalità sono quei beni confiscati alle mafie e destinati all’ uso sociale. Legalità sono il pane, l’olio, il vino che produciamo nelle terre confiscate alla mafia” queste le recenti parole di Don Ciotti. E’ la realtà di Libera Terra: tremila i giovani provenienti dall’Italia e dall’estero che hanno già partecipato ai campi di volontariato che si svolgono ogni anno sui terreni confiscati..“per dare una mano, per formarsi, per approfondire!”
Un anno fa i tanti volontari e simpatizzanti ragusani di Libera hanno potuto “toccare con mano” il coraggio dei soci delle cooperative Libera Terra che lavorano per il riscatto sociale ed economico di territori “stanchi” di essere dominio di mafia. Un’esperienza di “turismo responsabile” durante la quale sono stati visitati luoghi simbolo della Sicilia che vuol cambiare. Domenica 9 Gennaio, il Coordinamento Provinciale di Libera riproporrà l’esperienza, che sarà vissuta presso i terreni di Belpasso e Lentini, confiscati alla mafia e oggi assegnati alla Cooperativa Beppe Montana. Durante la giornata sarà possibile offrire il proprio contributo nel lavoro di raccolta delle arance e di manutenzione del terreno; in un grande casolare a Belpasso si potrà inoltre vivere un momento di riflessione e di confronto con i soci della cooperativa.
Il nuovo anno si aprirà all’insegna delle nuove proposte che Libera lancerà in Provincia: tra queste ci sarà l’iniziativa “Una valanga di cartoline per seppellire la corruzione”; sarà quindi possibile firmare affinchè venga portata all'esame del Parlamento la proposta di legge che prevede la confisca dei beni non più solo ai mafiosi ma anche ai corrotti.
Viviamo in una Provincia dove la mafia agisce: senza quei clamorosi spargimenti di sangue che alimentano l’immaginario collettivo, ma agisce!
“Libera - Associazioni, Nomi e Numeri contro le mafie" in provincia di Ragusa prende quindi il suo impegno “per contrastare, secondo i principi della non violenza, la diffusione delle illegalità e del dominio mafioso”, per “valorizzare la memoria delle vittime di mafie, di violenze, di chi si è impegnato a costruire giustizia”, per “promuovere e praticare la cultura della legalità”...con il “morso del più”.Sempre. Perché come Don Ciotti insegna, il “morso del più” alimenta la Speranza!


Libera - Associazioni, Nomi e Numeri contro le mafie, Coordinamento Provinciale di Ragusa

COMUNICATO STAMPA

AGLI
ORGANI DI STAMPA

COMUNICATO STAMPA


Oggetto:
Emergenza democratica,ancora una volta registriamo il non rispetto delle regole.
 
Costretti a chiedere le dimissioni dell’attuale segretario dei Giovani Democratici di Ragusa
.

Dopo nove mesi di inattività e immobilismo politico, il segretario dei GD di Ragusa ritorna sulla scena commettendo gravi errori di grammatica politica, dimostrando ancora una volta, l’emergenza democratica esistente all’interno del partito.
La stessa segretaria, con un colpo di mano, cambia la segreteria, cancella il ruolo del vicesegretario Salvatore Ucchino(probabilmente perchè della nostra area?) e assegna ruoli di responsabilità di commissioni sconvolgendo tutti gli equilibri politici presenti fino a quel momento: tutto ciò non nel luogo legittimo e preposto quale il direttivo, ma convocando arbitrariamente giovani, da lei scelti, senza un criterio oggettivo e comprensibile, proponendo una modifica, sempre arbitraria, del direttivo votato al congresso celebrato ad aprile del 2009, alterando gli equilibri congressuali.Equilibri, già precedentemente modificati nel febbraio del 2010, ma questa volta, per nostra volontà politica di far entrare gli "ex sinistra democratica" in nome e per conto dell'unità.
Da sottolineare, ancora una volta, come il ribaltone sia diventato di moda, dato che la segretaria, candidata ed eletta nella lista “uniti per unire”, cambia linea politica senza neanche discuterla all’interno dell’area medesima,ma soprattutto della giovanile democratica.Ma poi ci chiediamo come  sia possibile che la figura della responsabile delle politiche giovanili, presente nella segreteria cittadina del partito, non corrisponda alla figura del segretario dei giovani democratici: forse perchè prima il segretario era, politicamente, con la lista "Uniti per Unire"?
Ma per mettere la ciliegina sulla torta,data la presa di posizione pubblica illegittima , perché non discussa(atto per noi inaccettabile), circa l’appoggio  dell’attuale segretario del partitoda parte dei giovani democratici ragusani, ci troviamo costretti a precisare che questo nostro documento di risposta è utile per chiarire all’opinione pubblica la strumentalizzazione dei giovani democratici, ma anche  necessario per delineare la pluralità delle posizioni in merito: c’è una consistente componente della giovanile che non riconosce la linea dell’attuale segreteria cittadina del partito democratico di Ragusa, perchè ne mette in dubbio la medesima gestione democratica.
Dopo quest’ultimo atto, rinunciamo a qualsiasi ruolo nella segreteria e nelle commisioni e prendiamo le distanze da questa gestione personalistica e "pidiellina", chiediamo le dimissioni della segretaria e l'urgente convocazione di un direttivo per effettuare una profonda riflessione e rilanciare l’organizzazione con la volontà di costruire un percorso unitario che porti all’elaborazione di una piattaforma programmatica per la città.


Ragusa 18/12/10
Salvatore Ucchino ex Vice Segretario e componente di segreteria
  Andrea caruso ex membro di segreteria
 Giuseppe Albora ex membro della segreteria
 Placido De Salvo ex membro di segreteria
 Stefano Iozzia
  Flavia Migliorisi
 Federcio Antoci
 Eva Criscione

*

per il bene comune restituiscano ciò che hanno rubato
CONTRO LE MAFIE
*

Al Presidente della Repubblica on. Giorgio Napolitano
Signor Presidente,
siamo profondamente preoccupati per il diffondersi della corruzione nel nostro Paese.
Si tratta di un fenomeno che sta dilagando, come ha autorevolmente denunciato anche
ultimamente la Corte dei Conti. La corruzione minaccia il prestigio e la credibilità
delle istituzioni, inquina e distorce gravemente l’economia, sottrae risorse
destinate al bene della comunità, corrode il senso civico e la stessa cultura
democratica. Ci rivolgiamo a Lei, quale garante della Costituzione e massimo rap-
presentante delle istituzioni, per chiederle di intervenire, nelle forme e nei modi che
riterrà più opportuni, affinché il governo e il Parlamento ratifichino quanto prima e diano
concreta attuazione ai trattati, alle convenzioni internazionali e alle direttive comunitarie
in materia di lotta alla corruzione nonché alle norme, introdotte con la legge Finanziaria
del 2007, per la confisca e l’uso sociale dei beni sottratti ai corrotti. In questo
modo anche l’Italia potrà finalmente fare ricorso a norme chiare, strumenti e sanzioni
efficaci per contrastare davvero il diffondersi di questa autentica piaga sociale, econo-
mica e morale. Certi di poter contare sulla sua attenzione
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I giovani si sentono senza futuro ecco che cosa ha acceso la scintilla


La riforma Gelmini ha innescato il risentimento degli studenti. Contro una scuola e un'università che funzionano sempre peggio. Lo spiegano i dati Demos-Coop. Il disagio è profondo e generalizzato. E va ben oltre il ddl

di ILVO DIAMANTI
UN DISAGIO profondo e generalizzato. Che va ben oltre i contenuti della riforma Gelmini. Un disagio che riguarda lo stato del sistema scolastico, che appare in profondo e continuo degrado, da molto tempo. Ecco cosa c'è al fondo della protesta degli studenti. Il rinvio del voto al Senato, in attesa della fiducia (o della sfiducia) al governo, il prossimo 14 dicembre, non ha fermato la protesta contro la riforma dell'Università, firmata dal ministro Gelmini. In molte città, le occupazioni continuano. Nelle sedi universitarie ma anche nei licei e negli istituti superiori. Non intendiamo entrare nel merito della riforma, ma valutare il sentimento verso le politiche del governo, sull'università e sulla scuola. Parallelamente, ci interessa l'atteggiamento della popolazione nei confronti delle manifestazioni e delle polemiche che, da settimane, agitano il mondo studentesco. A questi argomenti è dedicato il sondaggio dell'Osservatorio sul Capitale Sociale di Demos-Coop, condotto nei giorni scorsi.

GUARDA LE TABELLE 1

I dati suggeriscono che, al fondo della protesta, vi sia un disagio profondo e generalizzato. Che va oltre, ben oltre i contenuti e i provvedimenti previsti dalla riforma Gelmini. Un disagio che riguarda lo stato del sistema scolastico nell'insieme, che appare in profondo e continuo degrado, da molto tempo.

Circa il 60% del campione, infatti, ritiene che negli ultimi dieci anni l'università italiana sia peggiorata. Lo stesso giudizio viene espresso dal 70% (circa) riguardo alla "scuola" nel suo complesso. In entrambi i casi, meno del 20% della popolazione sostiene il contrario. Che, cioè, scuola e università negli anni 2000 sarebbero migliorate. Metà degli italiani, peraltro, ritiene che la riforma delineata dal ministro Gelmini peggiorerà ulteriormente la situazione, un terzo che la riqualificherà.

Naturalmente, i mali del sistema scolastico hanno radici profonde e una storia molto lunga. Quanto all'università, è appena il caso di rammentare che, dalla riforma avviata dal ministro Berlinguer, alla fine degli anni Novanta (quindi da un governo di centrosinistra), è stata sottoposta a un processo di mutamento continuo e non sempre coerente. Che ha prodotto una moltiplicazione dei corsi di laurea e delle sedi assolutamente incontrollata. È da allora che gli studenti - e, in diversa misura, anche gli insegnanti - hanno cominciato a mobilitarsi. Oggi, però, il disagio ha superato il limite di guardia. E la protesta si è riprodotta per contagio, un po' dovunque. Per ragioni che vanno oltre la riforma stessa, lo ripetiamo. Perché è diffusa e prevalente l'impressione che l'università e la scuola, nell'insieme, ma soprattutto quella pubblica, abbiano imboccato un declino senza fine e senza ritorno.

La fiducia nella scuola, negli ultimi dieci anni per questo, più che calata, è crollata: dal 69% al 53%. Sedici punti percentuali in meno. Un quarto dei consensi bruciato in un decennio. Per diverse cause e responsabilità, secondo i dati dell'Osservatorio Demos-Coop. Due su tutte: la mancanza di fondi e di investimenti (32%), lo scarso collegamento con il mondo del lavoro (22%).

In altri termini: la scuola e l'università non attirano risorse e non promuovono opportunità professionali. Anche i "baroni", secondo gli italiani, hanno le loro colpe. Ma in misura sicuramente più limitata (9%) rispetto a quanto vorrebbe la retorica del governo e del ministro. Peraltro, le responsabilità dei "baroni" appaiono ulteriormente ridotte, nel giudizio degli studenti e di coloro che hanno, in famiglia, uno o più studenti. Il che (lo dice un "barone", personalmente, senza quarti di nobiltà e con pochi poteri) appare fin troppo generoso.

Perché le colpe del corpo docente, all'Università, sono molte. Una fra tutte: non aver esercitato un controllo di qualità nel reclutamento. E nella valutazione dell'attività scientifica e didattica. Anzitutto della propria categoria. (Anche per queste ragioni, forse, oggi appaiono perlopiù silenziosi, di fronte alla riforma).

Ma ridurre il problema dell'Università - e della scuola - alla stigmatizzazione dei professori, oltre a essere ingeneroso verso coloro - e sono molti - che hanno continuato a operare con serietà e, spesso, con passione, risulta semplicistico e deviante. Basti considerare, semplicemente, le risorse pubbliche destinate all'Università e alla ricerca. Le più basse in Europa. Basti considerare che, a questo momento, mentre sta finendo il 2010, il governo non ha ancora stabilito (non si dice erogato) il finanziamento (FFO) alle Università del 2010. Non è un errore di battitura. Si tratta proprio dell'anno in corso, o meglio, tra poco: dell'anno scorso. Difficile, in queste condizioni, discutere seriamente della riforma universitaria.

A non crederci, per primi, sono gli italiani. Anche così si spiega il largo sostegno alla protesta contro la riforma Gelmini - maggioritario, nella popolazione. Espresso dal 55% degli italiani, ma dal 63%, tra coloro che hanno studenti in famiglia. E dal 69% fra gli studenti stessi. Il consenso alla protesta studentesca diventa, non a caso, quasi unanime in riferimento alla carenza di fondi alla ricerca (81%). Mentre è più circoscritto (per quanto maggioritario: 53%) riguardo alle occupazioni. È significativa, a questo proposito, la minore adesione che si osserva fra gli studenti universitari stessi. Attori della protesta, ne sono anche penalizzati. Vista la difficoltà di svolgere l'attività didattica e quindi di "studiare".

La riforma Gelmini, per queste ragioni, più che l'unico motivo della protesta giovanile, appare la miccia che ha acceso e fatto esplodere un risentimento profondo, che cova da tempo. Nelle famiglie, tra gli studenti, tra coloro che lavorano nella scuola e nell'università (in primo luogo, fra i ricercatori, categoria a esaurimento, secondo la riforma). "Risentimento" e non solo "sentimento", perché scuola e Università sono un crocevia essenziale per la vita delle persone. A cui le famiglie affidano la formazione e la "custodia" dei figli. Dove i giovani passano una parte della loro biografia sempre più lunga. Dove coltivano amicizie e relazioni. La scuola e l'università: che dovrebbero prefigurare il futuro professionale dei giovani. Non sono più in grado di svolgere questi compiti. Da tempo. E sempre meno. Abbandonate a se stesse. In particolare quelle pubbliche. Anche se solo una piccola quota di italiani vorrebbe privatizzarle maggiormente. (Come emerge dal XIII Rapporto su "Gli Italiani e lo Stato", di Demos-la Repubblica, sul prossimo numero del Venerdì). C'è questo ri-sentimento alla base della protesta e del dissenso profondo verso le politiche del governo nei confronti della scuola e dell'università.

Da ultimo: la riforma Gelmini. Non è un caso che i più reattivi non siano gli universitari, ma i liceali. Gli studenti che hanno meno di vent'anni e frequentano le superiori. Si sentono senza futuro. Una generazione sospesa. Precaria di professione. Professionisti della precarietà. Tanto più se nella scuola, nell'Università e nella ricerca si investe sempre meno. Questi studenti (secondo una recente ricerca dell'Istituto Cattaneo e della Fondazione Gramsci dell'Emilia Romagna) oggi appaiono spostati più a destra rispetto ai giovani degli anni Settanta. E, quindi, ai loro genitori. Ma, sicuramente, sono molto più incazzati di loro. A mio personale avviso, non senza qualche ragionevole ragione.

Tonino Russo (PD): "Università, l’ultima legge di una maggioranza che non c’è più"

L’Università italiana ha saputo fino ad oggi, anche fra mille difficoltà, mantenere una produzione scientifica che pone ancora il nostro Paese tra le prime nazioni industrializzate, nonostante il basso numero di ricercatori e le scarse risorse finanziarie di cui dispone. Le nostre università hanno sfornato straordinarie risorse intellettuali, frutto di anni di sacrifici nelle aule e nei laboratori delle facoltà italiane, che hanno trovato il riconoscimento e la giusta valorizzazione e la dovuta collocazione soltanto all’estero: in grandi multinazionali, in laboratori di ricerca, in grandi centri-studi, dove sono stimati ed apprezzati per come meritano.
La privatizzazione dell’università proposta dalla Gelmini e la precarizzazione della ricerca sono l’esatto contrario di quanto il nostro Paese abbia bisogno, per valorizzare le sue migliori intelligenze e dotarsi di un sistema di ricerca all’altezza.
Altri paesi d'Europa, che condividono con noi comuni esigenze di bilancio e preoccupazioni per l'instabilità finanziaria, hanno aumentato gli investimenti in ricerca e innovazione. Francia e Germania, solo per fare qualche esempio, hanno accompagnato le loro misure di programmazione economica e finanziaria con massicci investimenti in formazione e ricerca, consapevoli che le risorse assegnate alla conoscenza rappresentano un moltiplicatore di sviluppo e di ripresa economica. Il sostegno migliore che un governo può assicurare al proprio sistema industriale ed imprenditoriale.
Anche per questi motivi il Partito Democratico ha svolto una strenua battaglia di opposizione che ha fatto registrare qualche successo, la maggioranza è andata sotto per ben tre volte, raggiungendo la ragguardevole quota 63, dall’inizio della Legislatura. La maggioranza si è ormai disciolta, non resta che aspettare il 14 dicembre, perché questa realtà, di cui qualcuno non vuole ancora prendere atto venga solennemente certificata dal voto di sfiducia.

GIU' LE MANI DA ROBERTO SAVIANO...firma anche tu

Attaccato dal Giornale e dalla Lega
La tua firma per Saviano: siamo a 30mila

Giù le mani da Roberto Saviano. Il sito de l'Unità in queste ore è preso d'assalto da tutti voi che volete difenderlo. Siamo già arrivati a 30mila firme in poche ore: ecco i commenti. Il Giornale di Vittorio Feltri ha fatto partire una campagna contro l'autore di Gomorra «che dà del mafioso al Nord». Noi non ci stiamo. Difendiamo tutti insieme lo scrittore condannato a morte dalla camorra.
Non lasciamo solo Roberto Saviano.
FIRMA ANCHE TU

La tua firma per Saviano

TOTALE ADESIONI PERVENUTE: 30405
Il Giornale fa partire una campagna contro l'autore di Gomorra "che dà del mafioso al Nord". Noi non ci stiamo. Difendiamo tutti insieme lo scrittore. Dopo le critiche del ministro Maroni, puntuale è partito il battage di Vittorio Feltri contro "il predicatore star", ovvero un uomo che vive sotto scorta ed è stato condannato a morte dalla camorra. Non lasciamolo solo. Firma anche tu: io sto con Saviano.

Nel caso di adesione di gruppi, associazioni o circoli vi preghiamo
di inviare l'elenco completo dei nominativi e delle e-mail all'indirizzo unisciti@unita.it

COPIA E INCOLLA
http://www.unita.it/firme_saviano/
E POI FIRMA

Nuovo laboratorio linguistico

E’ stato inaugurato il nuovo laboratorio, che sostituisce quello che fu inaugurato anni fa in piazza Pola. Può contare su ben cinquantadue postazioni di ultima generazione a scomparsa capaci anche di interagire con le principali reti telematiche. La realizzazione voluta dal consiglio di amministrazione del Consorzio Universitario Ibleo, offre una struttura multimediale all’avanguardia in favore degli studenti universitari che quotidianamente andranno a farne uso, riducendo le spese visto che il procedente laboratorio era realizzato in una struttura in affitto. Il progetto del nuovo laboratorio è stato redatto dagli architetti Bruno Cosentini e Carmelo Tumino e realizzato dalla Tekne per un costo di circa 130.000 euro. Il laboratorio è stato inaugurato dal preside della Facoltà, Nunzio Famoso e da Gianni Battaglia, presidente facente funzione del Consorzio Universitario Ibleo che ha sottolineato l’importante traguardo raggiunto. Inoltre ha spiegato che a breve sarà realizzato un corso di formazione per i docenti e saranno acquistate altre apparecchiature che serviranno al laboratorio. Ma il presidente facente funzioni Battaglia ha annunciato anche che si avrà presto un nuovo laboratorio che sarà realizzato all’interno dell’ex distretto militare utilizzando le apparecchiature del dismesso laboratorio di piazza Carmine. Nunzio Famoso che ha parlato in termini positivi del Consorzio visto che dal prossimo anno la facoltà di Lingue sarà in esclusiva a Ragusa. Alla cerimonia di inaugurazione erano presenti per la Provincia ed il Comune di Ragusa, soci del Consorzio, il presidente Franco Antoci, ed il vice sindaco Giovanni Cosentini. E’ bastato in pratica il costo di un anno e mezzo di affitto nel precedente laboratorio per creare una nuova struttura all’avanguardia,

la Repubblica:Scuola, nella notte il governo raddoppia i fondi alle private Il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini

Scuola, nella notte il governo
raddoppia i fondi alle private
Il maxi-emendamento alla Finanziaria restituisce agli istituti paritari i 245 milioni tagliati. Nella casse delle università dovrebbero entrare 500 milioni. Durissima la Cgil: "E' un gioco delle tre carte sulla pelle dell'istruzione" di SALVO INTRAVAIA

Scuola, nella notte il governo raddoppia i fondi alle private Il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini

Il governo ripristina i fondi per le scuole paritarie, incrementa i finanziamenti agli atenei, restituisce all'università i fondi per le borse di studio e assegna le risorse per espletare i concorsi richiesti in queste settimane a gran voce dai ricercatori in agitazione in tutti gli atenei. Il maxiemendamento alla legge di stabilità per il 2011 (ex legge finanziaria) restituisce agli istituti paritari i 245 milioni tagliati con la prima versione del provvedimento. Il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, mette così a tacere la polemica derivata dal taglio del 47 per cento (253 milioni) operato alle paritarie qualche settimana fa, che aveva creato più di qualche malumore, soprattutto negli ambienti cattolici.

L'emendamento del governo porterà nelle casse degli atenei anche 800 milioni che recuperano in parte i tagli effettuati con le ultime manovre finanziarie e andranno a incrementare il Fondo di finanziamento ordinario. Ci sono inoltre 500 milioni in più sullo stesso capitolo per gli anni a partire dal 2012 in poi. Una parte di questi fondi dovranno servire all'espletamento dei concorsi per professore di seconda fascia (associato) negli anni dal 2011 al 2016. Una integrazione ai finanziamenti delle università, quest'ultima, che potrebbe fare rientrare la protesta dei ricercatori contro la riforma Gelmini. La riforma dell'università portava a rottamazione i ricercatori che per oltre un decennio hanno insegnato e, in questo modo, supplito alla carenza di docenti di prima e seconda fascia. Ma che non si erano potuti dedicare alla ricerca a tempo pieno rimanendo indietro nei concorsi.

Un provvedimento, quello delle scuole paritarie, che provoca le proteste dell'Idv e un duro comunicato della Cgil scuola: "Si compie - dice il segretario Mimmo Pantaleo - il solito gioco delle tre carte. Si incrementano di 800 milioni i fondi per l'università, la cui ripartizione, tra concorsi fondo ordinario e diritto allo studio, non è chiara, ma si confermano i tagli di 1,4 miliardi previsti dal decreto fiscale del 2008. Agli istituti di ricerca pubblici resta la diminuzione di 95 milioni del fondo per il 2011. Sono confermati i tagli per la scuola, anche per il prossimo anno e nel contempo sono aumentati di 245 milioni i fondi per le scuole paritarie. Un governo in agonia vuole completare l'opera di demolizione della conoscenza pubblica per lasciare spazio alla privatizzazione".

Il maxiemendamento al disegno di legge di stabilità stanzia anche 100 milioni per borse di studio e prestiti d'onore agli studenti universitari meritevoli. Sarà un decreto dei ministri dell'Economia e dell'Istruzione a stabilire "le tipologie di interventi suscettibili di agevolazione e i soggetti beneficiari meritevoli di agevolazione. L'Unione degli universitari considera questi 100 milioni una parziale risposta del governo alla mobilitazione studentesca. "Il governo - dichiara Giorgio Paterna - dopo le proteste degli studenti e di tutta la comunità accademica, ha fatto finalmente un passo indietro e restituito una parte di quanto tolto agli atenei". "Queste risorse - prosegue - servono solo a ridurre il taglio previsto per i prossimi anni e non rappresentano in nessun modo un investimento sull'istruzione superiore, ma solo una parziale restituzione di tagli imposti" in precedenza.

Festival Carta Bianca




informazioni
Tre giorni di incontri, presentazioni, reading, aperitivi letterari, concerti, workshop. Una piccola bandiera per segnare l’amore per i libri, la lettura, la scrittura.
Soda Elettrica, il Comune di Chiaramonte Gulfi (Rg) e l’Assessorato alla Cultura, P.I. e Politiche Giovanili presentano Carta Bianca – Festival di Letteratura, dal 29 al 31 ottobre a Chiaramonte Gulfi (Rg).
Siamo convinti dell’importanza della lettura, della letter...atura e dei libri e della loro ricchezza infinita e senza tempo: una ricchezza in grado di spiegare, aprire e suggerire mondi;
Così per tre giorni, a Chiaramonte Gulfi, avremo modo di scoprire uno dei più paesi del Sud Est siciliano passeggiando per le sue vie e imbattendoci in piccoli eventi che raccontano mondi: l’assoluta contemporaneità sociale di Girolamo Di Michele che presenterà il suo libro La Scuola è di Tutti (Minimum Fax), in cui il mondo scuola viene scoperchiato con tutte le sue contraddizioni e necessità; Ottavio Cappellani, sicilianissimo e uno dei migliori nuovi scrittori italiani (tanto da essere amato persino da un mostro sacro come David Leavett, presenterà un suo reading dal suo Chi ha incastrato Lou Sciortino? (Mondadori) e terrà un workshop di scrittura creativa. Cesare Basile incontrerà la figura di Danilo Dolci, autore di culto del ‘900 capace di sprigionare una intensità umana e artistica con pochi eguali, in un concerto reading, Io Mi Sono Sognato Fuoco Pure. E ancora, un ricordo di Peppino Impastato e Felicia Bartolotta e un’interpretazione dai “Cento Passi” di Felicia Palazzolo. Un omaggio a Charles Bukowski, redatto tra parole immagini e musica, condotto dalla voce di Carlo Ferreri, uno dei più valenti nuovi attori siciliani (tra teatro, cinema e tv, nonché regista dell’ottimo e apprezzato spettacolo teatrale Morir di Fama), con le immagini del visual artist Vj Kar e i fondali musicali curati da Gianluca Runza (Rumore magazine); il reading dal Bravo Figlio (Rizzoli) di Vittorio Bongiorno: libro amato da Fernanda Pivano che gli dedicò una intera pagina sul Corriere della Sera. O il concerto, tra Capossela e Paolo Conte di Gill & Co. in una sezione chiamata Carta Bianca OFF. E ancora una intera giornata dedicata ai bambini: perché l’amore va coltivato e invogliato da subito. Una Fiera del Libro per bambini a cura della libreria Tempo Libro, così come il laboratorio di burattini e lo spettacolo Il Pesciolino Azzurro a cura di Manomagia.

Si avvicina la settimana mondiale della prevenzione del diabete!

INDICE

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SALUTE. DIABETE, AUMENTANO I CASI TRA I GIOVANI
IL PROBLEMA SPESSO È LO STILE DI VITA.
(DIRE - Notiziario Sanita') Roma, 28 ott. - Aumento di casi di diabete tra i giovani. E sul banco degli imputati salgono un'alimentazione non del tutto sana, attivita' fisica pressoche' assente e il fumo.

Stili di vita errati che fanno schizzare i numeri dei malati di diabete: il 56,6% dei diabetici ha piu' di 65 anni, il 35,4% ha un'eta' compresa tra i 45 e i 65, l'8% ne ha meno di 45, mentre quasi 1 persona con diabete su 5 ha meno di 55 anni. Il diabete di tipo 2 riguarda il 91,9% e, tra questi, 1 su 10 ha tra i 45 e i 55 anni, ma gia' 4 su 100 meno di 45.

Quanto alla linea, i due terzi dei soggetti con diabete di tipo 2 sono obesi, un quarto invece i pazienti con diabete di tipo 1.

(Wel/ Dire)

In memoria di Giovanni Spampinato ucciso dalla mafia...38 anni dopo..

Giovanni Spampinato: 27 Ottobre 1972 – 27 Ottobre 2010



Il 27 Ottobre 1972, Giovanni Spampinato, giovane giornalista di Ragusa, inviato dell'Ora e dell'Unità, veniva ucciso perché cercava la verità. trentotto anni dopo, le ragioni dell'impegno che hanno esposto Giovanni al rischio della vita rimangono le stesse: non voltare la faccia dall'altra parte di fronte alle ingiustizie, reagire all’indifferenza, in sostanza "andarsela a cercare", come ha detto recentemente qualcuno, quando si tratta di scegliere la dimensione etica del proprio agire qualunque sia il prezzo da pagare.

Il concetto etico del giornalismo di Giovanni Spampinato vive tutt'ora nelle battaglie civili di quei giovani giornalisti lasciati soli dallo Stato in Calabria, in Campania, e anche nella nostra Sicilia, dove in tanti sono i cronisti territoriali che stanno in trincea senza nessuna tutela per le medesime e alte idealità che animavano Giovanni nel portare le sue inchieste e le sue denunce fino in fondo, scegliendo "da che parte stare", a dispetto delle possibili conseguenze.

Tutta la rete di associazioni e movimenti di Libera Sicilia, il coordinamento di Ragusa, le testate e i giornalisti indipendenti che spesso hanno fatto la storia dell’antimafia nella nostra terra, vogliono ricordare Giovanni vivendo, e continuando a vivere come disinteressato servizio l’impegno quotidiano per l’informazione, la verità e il bene comune. Un impegno teso a smascherare tutte le imposture del potere, affinché la memoria di questo nostro compagno di viaggio e fratello maggiore non sia una bestemmia inutile, una liturgia superflua, ma una vera scelta di vita orientata alla costante ricerca della giustizia e della difesa della nostra Costituzione, oggi più che mai assediata e in pericolo.



27 Ottobre 2010

Libera Associazioni Nomi e Numeri contro le mafie, coordinamento provinciale di Ragusa

Libera Associazioni Nomi e Numeri contro le mafie, coordinamento regionale della Sicilia

“AccadeinSicilia”, Ragusa

“Casablanca”, Catania

“U Cuntu”, Catania

“Ad Est”, Agrigento

"Articolo 21"

Nasce il Circolo Universitario Ibleo (Servizio in tv su Video Mediterraneo)

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