IL CUI SOSTIENE "IL COMITATO A DIFESA DELLA SCUOLA PUBBLICA" iniziative 2-3 settembre

Oggetto: Comunicato stampa - nuove iniziative. Settembre di fuoco

Il Comitato a difesa della scuola pubblica Ragusa Si fa promotore di un settembre di fuoco nella lotta per il mondo della scuola. Dopo il successo della raccolta firme in occasione della festa del Santo Patrono,San Giovanni,con cui sostenere le proposte del Comitato, ecco la serie di iniziative promosse per il mese di settembre in relazione alle proteste dei comitati in ambito regionale:


-02-09-2010 inizio di un presidio del Comitato presso la sede dell'USP di Ragusa,via G.Bruno dalle 9 alle 19 per almeno 10 giorni, per attività di sensibilizzazione sulle problematiche locali e nazionali della scuola pubblica;

-03-09-2010 Il Comitato sarà premiato durante la rassegna Ragusani nel fondo alle 20.30 presso la rotonda di Via Roma. Continuerà in questa occasione la raccolta firme.

Lottiamo per una scuola di tutti e per tutti: i tagli alle risorse economiche e al personale danneggiano il futuro dei ragazzi di questo paese che se vuole restare civile e democratico non deve permettere questo scempio.

CDS Ragusa


INIZIATIVE:

Dal 2 SETTEMBRE ore 9,00
PRESIDIO C/O CSA*
(previa autorizzazione)

3 SETTEMBRE ore 20,30
PREMIO “RAGUSANI NEL FONDO”
Rotonda di via Roma- Ragusa

MAFIE E GIORNALISMO D'INCHIESTA domenica 8 agosto ore 19 marina di ragusa

Anche in pieno agosto l'associazione CUI non si ferma e, di concerto con le altre associazioni che compongono Libera Coord Prov Ragusa, ha contribuito ad organizzare una giornata seminariale e di testimonianza dal titolo "Mafie e Giornalismo d'Inchiesta"
Domenica Otto Agosto a Marina di Ragusa in Piazza Duca degli Abruzzi, ore 19,00.


Mario D'Asta
Presidente CUI



"MAFIE E GIORNALISMO D'INCHIESTA"


Domenica 8 Agosto ore 19,00 P.zza Duca degli Abruzzi, Marina di Ragusa .



Interverranno:



Pino Maniaci - fondatore di "Tele Jato" , tv di denuncia civile contro le mafie.

Graziella Proto - direttrice di "Casablanca " e redattrice de "I Siciliani" di Giuseppe Fava, giornalista ucciso da Cosa Nostra il 5 Gennaio 1984 a Catania.

Carlo Ruta - storico e giornalista d'inchiesta, responsabile Informazione per Libera coordinamento di Ragusa.

Pif - Pierfrancesco Diliberto, autore televisivo, conduttore de "Il Testimone" su MTV

Università: riforma finta, tagli veri e ripercussioni sul nostro territorio

Il DDL Gelmini sulla riforma dell’Università continua a rimanere una controriforma a base di 1,3 miliardi di tagli: nel 2011 molti atenei che già sono in difficoltà non potranno pagare gli stipendi ai dipendenti e saranno costretti a chiudere. La riforma è finta, mentre i tagli sono veri e drammatici! Se non si ripristinano le risorse, gli atenei non potranno nemmeno pagare gli stipendi.
Ed è anche vero che se nn si riparte dalla difesa del sapere,dell'università e sulla ricerca,dall’innovazione, il nostro Paese è spacciato.
Siamo estremamente convinti che sia necessario riformare l'Università per accrescerne autonomia e responsabilità,ma non in questo modo: il DDL Gelmini fa esattamente il contrario.
In questi tre anni abbiamo assistito a tre volte ai tagli a causa dei dictat di Tremonti, a causa delle scelte scellerate di politica economica che prevedono il taglio del mondo del sapere: prima con le due finanziarie del 2008 e del 2009, poi con la riduzione delle risorse del Fondo per il funzionamento ordinario dell'università.
Sono stati e verranno tagliati in prospettiva: 63,5 milioni di euro per il 2009,190 mln di euro per il 2010,316 mln per il 2011,417mln per il 2012,455 mln per il 2013.
La Gelmini giustifica i tagli di risorse all'Università con i gravi problemi causati dalla crisi economica e da una dissennata gestione egli Atenei, ma non dà nessuna risposta ai due quesiti sul taglio di 1 miliardo e 300milioni al bilancio 2011 e sul futuro dei 25.000 ricercatori che già insegnano e che chiedono risposte concrete.
Ovviamente le conseguenze del taglio dei fondi all’università sono tutte a spese degli studenti universitari, ai quali hanno già innalzato le tasse e lo abbiamo osservato tra i nostri universitari che studiano presso l’università etnea con un danno evidente per la famiglie iblee e non solo.
Serve un altro modello di Università:
bisogna costruire un'università efficiente e capace di dare reali opportunità agli studenti promuovendo il merito e il diritto allo studio, ai giovani che vogliono entrare nell’università come ricercatori e docenti, perché all’università italiana serve un forte shock generazionale; servono, pertanto, risorse per l’ingresso nei ruoli di docenza per i ricercatori, strutturati e precari, contratto unico di ricerca per superare il precariato, percorsi di carriera chiari e rapidi, pensione a 65 anni per i docenti universitari;si devono, altresì, abbassare abbassare di 10 anni in 10 anni l'età media del corpo docente. E per tutto questo ci vuole un investimento sul sapere piuttosto che dei tagli.
E’ chiaro, quindi, che il DDL Gelmini invece non affronta i nodi del sistema. La Gelmini straparla di merito, qualità, lotta ai baroni, ma la realtà è che con questa impostazione si sta affossando l’università. E, se i baroni ci sono, sono i meno danneggiati da una riforma che non riforma nulla”.
Continueremo a pensare a difendere con la determinazione di sempre il mondo della cultura e del sapere dall' irresponsabile saccheggio di risorse messo in atto dal governo e dalla sua maggioranza.
Come è possibile pensare di dare speranze ai giovani ricercatori e nel contempo tagliare un miliardo e trecento milioni di risorse?
Mentre nel resto d’Europa si affronta la crisi investendo nell'innovazione, nel sapere, nell'università, in Italia il governo taglia il traguardo dei primi due anni di vita, con un taglio al nostro futuro.
In altri paesi l’università è considerata un assetto strategico per uscire dalla crisi ma da noi per una precisa scelta politica non è così; il sapere è diventato luogo di saccheggio, prima con la scuola, poi con gli enti lirici, ora con l’università.
E’ per questo motivo che il Circolo Universitario Ibleo fa rete con tutte quelle associazioni, movimenti e comitati spontanei che fanno rete per difendere il diritto all’istruzione, al sapere, alla ricerca, all’innovazione ma anche il diritto del lavoro che viene saccheggiato in nome e per conto di scelte che nulla a che fare hanno con il bene comune; sosteniamo fortemente comitato locale ibleo, "Comitato a difesa della Scuola Pubblica" in tutte le sue iniziative per fare fronte comune.

SE LA MAFIA NON ESISTE A RAGUSA

Libera - Associazioni, nomi e numeri contro le mafie
Coordinamento Provinciale Ragusa




Non possono lasciare indifferenti le parole dell’on. Lillo Speziale, Presidente Commissione Antimafia dell’Ars, in merito al livello di illegalità presente in provincia di Ragusa. Come è stato ribadito da analisi più approfondite, negli anni nei territori iblei non si è radicata la mafia che spara. A dispetto di tale particolarità storica, la provincia ha espresso tuttavia livelli di illegalità e incrostazioni mafiose non indifferenti.
E’ vero che la mafia tradizionale non ha “attecchito” in tale area così come altrove, ma essa è ben presente sotto forme mimetiche: riciclaggio, usura, ma anche racket, come recentemente si è ricordato in un convegno in memoria di Giovanni Spampinato, “giornalista ucciso a Ragusa perché scriveva troppo” su fatti illeciti frutto di intrecci fra trame nere e crimine organizzato.
Come “Libera Associazioni Nomi e Numeri contro le mafie”, coordinamento di Ragusa, siamo vicini alle persone che, pure alle nostre latitudini, vengono quotidianamente vessate nella loro attività di impresa dall’economia criminale.
Un esempio per tutti: il “pomodorino mafioso”, che dal mercato di Vittoria parte per quello di Fondi, terra di clan camorristi e di cosche della ‘ndrangheta, per poi tornare nel sud-est ibleo, come documentato dalle inchieste di Repubblica, l’Espresso, il Sole 24Ore, e come riscontrato dai recenti arresti a Vittoria della DIA di Napoli nello scorso giugno.
La tracciabilità del fenomeno mafioso si rileva dall’ufficialità delle relazioni della DNA e DDA 2008, dal rapporto di Sos Impresa e dal rapporto Ecomafie di Legambiente 2009/2010, nonché dalla Commissione Nazionale Antimafia nelle relazioni di minoranza 2006 a pag. 271, e nell’ultima relazione finale della Commissione Antimafia 2008 a pag. 50.

“Nella provincia di Ragusa la criminalità organizzata che si è andata ricostruendo ruota intorno
al mercato ortofrutticolo di Vittoria e si concentra in particolare tra i comuni di Comiso,
Vittoria e Ragusa. Nel 2008 è stata portata a termine un’operazione significativa denominata
Flash back” (rapporto Sos Impresa 2008 pag. 15)

Tutto questo a danno delle forze produttive sane, dei lavoratori che vengono taglieggiati sulle buste paga, o assoldati in nero dai caporali come nel caso dei lavoratori immigrati. In un clima generale di “emergenza democratica”, come afferma il nostro presidente don Luigi Ciotti, in cui “i complici” delle mafie, come dell’Utri, sono definiti “perseguitati” dalla magistratura, che invece fa solo il proprio dovere di ricerca della verità.
In un contesto generale in cui i mafiosi alla Mangano sono santificati come “eroi”, qualsiasi occasione per generare confusione è un punto di vantaggio concesso alle mafie, che di questo silenzio e di questa invisibilità hanno fatto una vera e propria strategia operativa.
“Se esiste meno mafia militare, oggi è aumentata la mentalità mafiosa nella società”, affermava poco tempo fa un alto magistrato della DDA di Palermo, allievo di Paolo Borsellino, dal quale abbiamo appreso che l’indifferenza genera la contiguità e quindi la complicità.
Ci auguriamo che le forze migliori delle istituzioni siano sempre attente a riconoscere e a fronteggiare le varie forme di illegalità, e delle mafie anzitutto, spesso annidate nei comitati di affari della politica, in sinergia con le cosiddette “mafie dei colletti bianchi”, le quali sicuramente non sparano, ma il cui contrasto dovrebbe essere la priorità vera dell’agenda della classe dirigente nazionale e locale di questo paese.

Nasce il Circolo Universitario Ibleo (Servizio in tv su Video Mediterraneo)

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